venerdì 18 novembre 2011

Strade o discariche?


Vi invio queste foto con la speranza che la gente, vedendole, si ricordi di non gettare i rifiuti fuori dal finestrino della propria auto.
E se organizzassimo una bella "squadra verde" per ripulire questo scempio?

Come ciliegina sulla torta la palma del parco Friuli attaccata dal punteruolo rosso. Che spettacolo la natura!!!!
Emanuele


giovedì 10 novembre 2011

Le putride acque della fontana di Piazza Roma


Evidentemente è una piazza talmente povera di verde, che si è pensato di compensarlo con il colore dell'acqua.

mercoledì 9 novembre 2011

Le colate dissennate


Approvate qualche giorno fa, addirittura in seduta notturna, le due varianti che cambieranno di nuovo il profilo già stravolto della città di Aprilia. Tali varianti fanno riferimento ad altrettanti piani integrati, che riguardano zone a ridosso del centro cittadino. In pratica verranno concessi molti metri cubi di cemento in cambio di opere di compensazione. Nello specifico le aree riguardano l'appezzamento di terreno posizionato tra via delle Regioni e la Nettunense (dietro la scuola media Menotti Garibaldi), ed un altro ubicato fra via Cattaneo e via Deledda. Nel primo caso verrà messa in sicurezza la biblioteca dell'istituto scolastico e si provvederà alla realizzazione di impianti sportivi in quella zona, tuttavia a fronte di 5000 metri quadri di cemento, che corrispondono a circa settanta nuovi appartamenti. Nel secondo caso invece, si prevede il mercato settimanale e ben 106 mila metri cubi di cemento. Secondo l'assessore all'Urbanistica questa operazione porta al recupero di due aree in stato di abbandono. Ma questo può essere un valido motivo per concedere il "premio" a chi finora ha tenuto quei terreni in stato di incuria? E' incredibile come si continui a svendere il territorio in cambio di un piatto di lenticchie, totalmente in antitesi con altre realtà ben più virtuose, che hanno fatto dello stop al consumo del territorio la loro bandiera, esportando tale modello a macchia d'olio per il bel paese. Domenico Finiguerra vi dice niente? Sia chiaro che questo non significa bloccare del tutto l'edilizia, ma semplicemente dirottarla nel recupero di aree già edificate e magari abbandonate, evitando di aumentare le volumetrie e consumare preziosa terra fertile.

Nei mesi scorsi si parlò anche di altri "programmi integrati" che riguardavano l'ex Enotria e Canebi, una superficie nel quartiere Montarelli, e poi altre nelle località di Campoverde, Campo di Carne, e Campoleone (di quest'ultima ce ne occuperemo dettagliatamente più avanti nell'articolo). Anche lì erano previsti tantissimi  MC di cemento con il presupposto della riqualificazione urbana. Ma da quando in qua la riqualificazione urbana e il ripristino ambientale passano attraverso nuove cubature? Si riqualifica e si ripristina un ambiente sano con gli alberi, i parchi, i giardini, i prati, l'arredo urbano, l'ordine, la sicurezza, la pulizia, ecc ecc...di sicuro non con la realizzazione di nuovi e inutili palazzi. Inoltre importare abitanti significa anche accogliere automobili e inquinamento, più tanti altri problemi di varia natura. Attualmente Aprilia non è in grado di offrire i servizi essenziali ad una popolazione di circa 70.000 abitanti, come potrebbe soddisfare le esigenze di una cittadinanza di 100 mila e più? Assenza di un ospedale pubblico, inesistenza di un commissariato di Polizia, le strade fanno pena, il degrado è oltre i livelli di guardia, i parchi sono pochi e maltenuti, i parcheggi insufficienti, le barriere architettoniche rendono la vita impossibile ai diversamente abili, il vandalismo prolifera, eccetera...

In questi giorni, girando per la città, si possono facilmente notare le tante GRU che stanno elevando imponenti palazzine in varie zone del Comune di Aprilia, frutto lampante delle scelte scellerate del passato. Già questo dovrebbe respingere al mittente ogni possibile ipotesi di ulteriore cementificazione del territorio, a meno che non si voglia vivere in un ambiente totalmente desertificato dal cemento e soffocato dal degrado. Ad Aprilia si costruisce prevalentemente per i romani in "fuga" dalla metropoli, relegandola a divenire solamente un quartiere dormitorio della capitale, assicurando sì un tetto, ma non di certo un posto di lavoro, e favorendo così il pendolarismo con gravi ripercussioni sul traffico veicolare e sui trasporti pubblici che sono già al collasso. Tanti nuovi abitanti senza radici in loco, i quali provengono da altre realtà, che per forza di cose non hanno grandi legami con questa terra: ciò è l'anticamera di quel disagio sociale che poi sfocia anche nel degrado urbano ed ambientale che ben conosciamo.
L'inarrestabile crescita demografica nel Comune di Aprilia.

Tra l'altro sulla testa degli apriliani pende pure la decisione del Consorzio ASI Roma-Latina, che qualche mese fa ha approvato una corposa variante su 150 ettari di terreno che da agricolo si trasformerebbero in industriale e commerciale. Questa scelta è stata contestata dallo stesso Comune di Aprilia, seppur abbastanza tardivamente. La storia è nota: invece di recuperare le aree industriali dismesse (e ce ne sono moltissime), si vorrebbero intaccare cospicue porzioni di suolo libero, in pieno stile “consumo dissennato del territorio”. Politici, tecnici, e associazioni, hanno già espresso mille perplessità, riscontrando alcune anomalie e contestando la metodologia.

E che dire di quel verde prato ormai perduto in località Campo di Carne, dove pascolavano felicemente le pecore, e che ora ospita la tanto contestata turbogas? Come se non bastasse in un'area limitrofa alla centrale hanno installato i pannelli fotovoltaici a terra, su circa 34 ettari di terreno, e altri impianti di questo genere hanno consumato (e consumeranno) suolo fertile in diversi luoghi apriliani.

Domani in consiglio comunale discuteranno sulla variante di recupero dei nuclei spontanei, ovvero le famose periferie apriliane sorte abusivamente negli anni passati. Ci auguriamo che questa non sia l'ennesima occasione per concedere ulteriori cospicui metri cubi di cemento su suoli vergini.

Ma come già anticipato trasferiamoci appena qualche chilometro più a nord, per giungere nella storica frazione di Campoleone, dove anche lì si rischia di perdere preziose porzioni di terreno libero in favore del cemento, sempre con la solita scusa delle compensazioni. Si parla di un progetto su un'area di 58.000 metri quadrati, che prevede 40 mila mq di aree pubbliche: una piazza da 1500 metri quadrati (una cattedrale nel deserto, visto che ne esiste già una nella parte amministrata da Lanuvio ed è poco frequentata), una delegazione comunale, un edificio scolastico, una mediateca e una biblioteca, una pista ciclabile, 2 ettari e mezzo di verde attrezzato e locali ad uso commerciale, e per finire un collegamento viario tra via Campoleone Scalo e via del Tufello. In ogni caso, nessuno fa beneficenza, e se 40 mila mq verranno realizzati ad uso pubblico, dovrà esserci sicuramente una cospicua contropartita; per cui, a quanto ammonteranno i metri cubi di cemento ad uso abitativo da rivendere a peso d'oro sul mercato? Pare che siano 97 mila, e già si dice che quella nuova edificazione potrebbe ospitare circa 900 abitanti, un'enormità per una frazione che è sprovvista addirittura di rete fognaria, che a quanto pare scarica in un fosso che poi sfocia a mare. Se il progetto venisse approvato, non sarebbe forse l'ennesima speculazione edilizia su un territorio già ampiamente devastato? La borgata soffre della carenza cronica di servizi e di un degrado palpabile. Le strade sono da quarto mondo, per cui nuove abitazioni e nuovi abitanti comporterebbero un aggravamento di una situazione per molti versi già critica, oltre che un inevitabile danno all'ambiente: paesaggio stravolto, inutile consumo di suolo fertile, con conseguente danno a flora e fauna, e vi sarebbe un innalzamento dell'inquinamento causato dalla maggiore presenza di veicoli a motore e caldaie per il riscaldamento, nonché un aumento del traffico automobilistico. Poi, se solo pensiamo a quell'ampia area tra via Aldo Moro e la Pontina, dove sono state realizzate numerose opere pubbliche in convenzione coi privati, e che queste sono state cedute "generosamente" al Comune, ma che tuttavia a più di due anni di distanza risultano abbandonate totalmente all'incuria, possiamo stare tranquilli?

Sempre su Campoleone è previsto il "PARCO COMMERCIALE CAMPOLEONE - LANUVIO", con una volumetria complessiva pari a 228.173 mc, su una superficie di 120.824 mq, per la realizzazione di un parco commerciale e artigianale. Il tutto su una bellissima e fertilissima area verde a ridosso tra la Nettunense e la Laviniense, proprio limitrofo a quella centrale solare che si è mangiata circa 40 ettari di terreno pregiato ai piedi dei Castelli Romani, da cui si godeva di un panorama mozzafiato. Ma in questo caso il Comune di Aprilia non c'entra nulla, visto che la zona ricade nel confinante Comune di Lanuvio.

Una cosa è certa: nessuna riqualificazione potrà mai avvenire attraverso la cementificazione del territorio, semmai questo apporta nuovo degrado e ulteriori problemi, di cui sicuramente non abbiamo alcun bisogno.

Il suolo è una risorsa non rinnovabile, che dovremmo custodire con molta cura, invece di consumarlo e farne scempio.

Quando l'ultimo metro quadrato di terreno sarà stato edificato, allora ci accorgeremo che i prodotti della terra non crescono nel supermercato!


Fotografia prelevata direttamente dalla bacheca Facebook di Domenico Finiguerra.


Articolo 9 della Costituzione:

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

mercoledì 19 ottobre 2011

Una città a misura di parcheggio selvaggio


Se il marciapiede viene occupato impropriamente dalle automobili, dove saranno mai costretti a transitare i pedoni e i diversamente abili? Naturalmente sulla strada! Con tutti i rischi che ne conseguono per l'incolumità. Comportamento irresponsabile da parte di certi automobilisti, che con abitudini così sciagurate mettono a repentaglio la vita degli altri. Ciò avviene soprattutto in alcune strade dove i marciapiedi sono quasi al piano stradale, tipo via Carroceto, luogo in cui è stata scattata la foto. Se proprio non hanno fondi per realizzare marciapiedi degni di questo nome, quantomeno potrebbero posizionare i paletti antisosta. Tra l'altro non si capisce per quale motivo non venga adottata la tolleranza zero, basterebbe applicare il Codice della Strada sempre e comunque in ogni via di Aprilia.

giovedì 13 ottobre 2011

La nuova campagna del FAI

Quella che stiamo vivendo oggi non è solo una crisi economica ma una vera e propria crisi del modello di sviluppo occidentale basato sulla ricerca costante di beni superflui.
In Italia i segnali della crisi sono sotto gli occhi di tutti. I beni culturali italiani perdono i pezzi e intanto ci sono: tagli alla cultura di quasi 1 miliardo di euro per triennio 2009-2011 e di ulteriori 174 milioni di euro per triennio 2011-2013stanziamenti per beni culturali pari allo 0,19% del Pil (1% in Francia, 1,20% in Inghilterra) in calo del 30% in negli ultimi 5 anni; negli ultimi 11 anni il MiBAC ha perso 7mila dipendenti.
Come tutte le crisi, anche questa ci offre la grande opportunità di riconsiderare l’importanza dei Valori fondamentali cui fare riferimento come uomini e come cittadini. Tra questi valori ci sono la Cultura e la Bellezza del nostro Paese, valori sui quali dobbiamo puntare per il riscatto civile ed economico italiano. L’esigenza di questo radicale cambiamento è già in atto: a fronte di un investimento di 4,8 miliardi di euro la cultura italiana genera valore per 40 miliardi di euro l’anno (2,6% Pil nazionale), e per 203 miliardi di euro (13% Pil) se si considera anche il turismo culturale; la spesa in cultura delle famiglie italiane è aumentata del 24,3% dal 1999 al 2009 (+ 46% solo il Teatro).
Oggi come non mai, dunque, puoi contribuire anche tu a costruire un futuro migliore sostenendo la campagna del FAI – Fondo Ambiente Italiano “Ricordati di salvare l’Italia
Per tutto il mese di ottobre:
  • dona 2 euro con un sms al numero 45506 da cellulari Tim, Vodafone, Wind, 3, Coopvoce, Postemobile e Tiscali
  • oppure 5 o 10 euro chaiamando da rete fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb e Tiscali
  • 2 euro chiamando da rete fissa Teletu per salvare straordinarie testimonianze del patrimonio d’arte, natura e paesaggio italiano che il FAI tutela.

Ricordati di salvare l’Italia.
Costruiamo insieme un futuro migliore.

Invia subito un SMS al 45506

Lampioni nuovi di pacca, ma...


Ma chi è che ha fatto mettere i lampioni nuovi in via del Poggio e poi non li fa accendere???? Per la precisione nelle 3 traverse di via del Poggio al civico 20!!!!! Ma noi non contiamo niente?????? Non paghiamo le tasse come gli altri??? Chi ha preso i soldi per questi lavori e non li ha conclusi???
Sharon

Nettuno: abbattuti ben 37 eucalipti


Questo e' lo scempio che c'è stato a Nettuno. 37 eucalipti sani tagliati senza un valido motivo.
Contattiamo l'Assessore all'Ambiente di Nettuno, ecco qui il link per scrivergli:
www.comune.nettuno.roma.it/assessori/contact_giunta.php?g=5 
Scriviamo tutti insieme una protesta e chiediamo spiegazioni! Sensibilizziamo quante più associazioni e gruppi perché pare abbiano intenzione di continuare.
Francesca

mercoledì 5 ottobre 2011

Aspettare l'autobus tra i rifiuti


La Signora Daniela ci ha inviato queste tre fotografie che ritraggono la zona tra Via Caracalla e la Pontina, precisamente dove è posizionata la fermata del Cotral, direzione Roma, sotto al ponte che collega il quartiere Montarelli con il centro città. Lo spettacolo è di degrado, c'è immondizia di ogni genere accumulata lì, che va dai rifiuti comuni ai calcinacci, nonché una miriade di manifesti abusivi. Sarebbe proprio il caso che qualche operatore ecologico passasse più spesso a dare una ripulita, e gli addetti al defissaggio (esistono ad Aprilia?) provvedessero in maniera certosina a staccare gli innumerevoli manifesti irregolari. Tuttavia andrebbero anche posizionati dei cestini getta-carte e svuotati con una certa frequenza. Ciò non esula dalle responsabilità di quei cittadini che sporcano, e degli attacchini che affiggono abusivamente dove gli pare e piace. Ma poi è mai possibile che non venga beccato neppure uno di questi incivili sporcaccioni? Multarne uno per educarne mille! In ogni caso qui da noi sembra pura utopia.

venerdì 30 settembre 2011

Già sono indecenti, se poi ci parcheggiano pure sopra...


Un lettore del blog ci ha inviato delle foto che testimoniano un fenomeno largamente diffuso ad Aprilia, ovvero il parcheggio selvaggio sul marciapiede. Percorsi di cui teoricamente dovrebbero usufruire esclusivamente i pedoni e i diversamente abili, ma che tuttavia molto spesso finiscono per divenire dei parcheggi per i veicoli a due e quattro ruote. La pavimentazione di numerosissimi marciapiedi apriliani è vergognosamente sconnessa, al limite della praticabilità; un'indecenza in termini di fatiscenza e degrado, e bisogna prestare attenzione a dove si mettono i piedi, cercando di evitare buche e trappole varie, nonché gli escrementi dei cani. Se poi più di qualcuno ha addirittura la "brillante" idea di piazzarci sopra le automobili, si preclude ogni possibilità di percorre questa città a piedi o in carrozzella. Inciviltà diffusa quindi, ad ogni modo, sembra fin troppo tollerata!

venerdì 23 settembre 2011

Chi fa da sé fa per tre!

Sabato mattina (domani NDRil comitato Amici x via Tufello organizza un'uscita collettiva, armati di guanti e sacconi, per ripulire lo schifo che degrada sempre più le già periferiche zone di campagna. Noi diciamo BASTA al degrado e scendiamo in strada pronti a fare il primo passo. Basta chiacchiere, passiamo ai fatti!!! Documenteremo l'evento con delle foto. A presto dunque!
Elena

giovedì 22 settembre 2011

Turbogas: Il 23 ottobre si scende in piazza


Per saperne di più collegatevi a Facebook presso questo indirizzo: 
www.facebook.com/event.php?eid=251450824899307

lunedì 19 settembre 2011

Questo è il favoloso bilancio della lotta al degrado?


Dalle colonne de Il Caffè, nella pubblicazione n.224 (dal 25 agosto al 7 settembre 2011), il Sindaco di Aprilia ammetteva di non aver portato avanti la battaglia contro l'affissione selvaggia: "non abbiamo personale che possa verificare ed emettere le multe". In effetti ce ne eravamo accorti che nulla si stava facendo su questo fronte, ma è solo questo il problema Signor Sindaco? Dubitiamo che il personale manchi, tuttavia, con i soldi delle sanzioni, si potrebbero fare un bel po' di cose utili per la città! Tra l'altro innescherebbe un circolo virtuoso, scoraggiando i più a continuare con tale pratica, il che favorirebbe l'affissione regolare, con tutti i vantaggi che ne deriverebbero in termini di maggiori entrate e decoro urbano. Volere è potere! Comunque, ritornando all'articolo, il primo cittadino vantava come "grande" risultato la netta diminuzione delle discariche abusive (tutto da dimostrare, non abbiamo per nulla la stessa impressione) diretta conseguenza dell'apertura dell'indispensabile Ecocentro di via Portogallo: va ricordato che quest'ultimo viene da molto lontano, con l'iter procedurale avviato dalla giunta Meddi, proseguito dalle amministrazioni successive, e con struttura finanziata dalla Regione Lazio. Come secondo risultato si enunciava la rimozione della cabina telefonica di Piazza Roma: "abbiamo fatto rimuovere la cabina telefonica di Piazza Roma, inutilizzata e diventata una bacheca per manifesti. Ora quella cabina è stata sostituita da una panchina." Ammesso e non concesso che fosse inutile, vogliamo ricordare che in altre località stanno difendendo con le unghie e con i denti gli utilissimi telefoni pubblici che Telecom Italia sta smantellando, infatti, non capiamo come possa essere stato il Comune a farla rimuovere, quando vi è un piano approvato dall'Agcom che lo prevede su l'intero territorio nazionale, eccezion fatta per le caserme, le scuole, e gli ospedali. I cittadini e i Comuni hanno la sola facoltà di opporsi alla dismissione. In ogni caso, se veniva impropriamente utilizzata come bacheca pubblicitaria, è piuttosto singolare rimuovere l'intera cabina anziché i soli manifesti irregolari. E' come dire: "Hai bucato una gomma? Butta tutta la macchina!"